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Digital Services Act ai nastri di partenza: cosa cambia per le aziende tech.

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Digital Services Act ai nastri di partenza: cosa cambia per le aziende tech.

Entra in vigore su tutto il territorio dell’Unione Europea a partire da domani, 17 febbraio, il Digital Services Act (Dsa), la legge Ue sui servizi digitali. Sono 19 le grandi piattaforme online che, secondo la lista stilata il 25 aprile dello scorso anno dalla Commissione Ue, rispettano già gli obblighi previsti dal nuovo Regolamento. Da domani, però, anche le piattaforme con meno di 45 milioni di utenti attivi dovranno conformarsi a tutte le norme Dsa: per facilitare questo processo, gli Stati membri Ue dovranno nominare i coordinatori nazionali dei servizi digitali.

Mitigazione dei “rischi sistemici”

Il Digital Services Act impone la responsabilizzazione e la protezione degli utenti online attraverso la mitigazione dei “rischi sistemici” e l’applicazione di “solidi strumenti di moderazione dei contenuti”. Sono compresi i sistemi di profilazione e raccomandazione di contenuti, privacy e sicurezza dei minori online, contenuti illegali ed effetti negativi sulla libertà di espressione e di informazione, accesso ai dati per i ricercatori attraverso un meccanismo speciale. Sulla base di questi requisiti, le 19 grandi piattaforme hanno inviato all’esecutivo dell’Unione ciascuna la propria valutazione dei rischi.

I servizi online già interessati dagli obblighi secondo il Dsa sono 2 grandi motori di ricerca (Vloses, in gergo) – Bing e Google Search – e 17 grandi piattaforme online (Vlops): social media (Facebook, Instagram, Twitter, TikTok, Snapchat, LinkedIn, Pinterest), servizi di commercio elettronico (Alibaba AliExpress, Amazon Store, Apple AppStore, Zalando), servizi Google (Google Play, Google Maps e Google Shopping), e anche Booking.com, Wikipedia e YouTube.

Vestager: “Una pietra miliare”

“Da domani le norme del Digital Services Act si applicano a tutte le piattaforme online a cui accedono gli utenti nell’Ue. Gli utenti, gli Stati membri e le piattaforme possono ora utilizzare gli strumenti previsti dal Dsa per creare un mondo online più sicuro e trasparente”. È quanto afferma la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue per il Digitale, Margrethe Vestager, sottolineando che “si tratta di una grande pietra miliare che riflette i nostri valori e principi fondamentali dell’Ue”.

Dsa: che cos’è

La normativa sui servizi digitali disciplina intermediari e piattaforme online come mercati online, social network, piattaforme per la condivisione di contenuti, app store e piattaforme online per viaggi e alloggi. L’obiettivo principale è prevenire le attività illegali e dannose online e la diffusione di notizie false. Garantisce la sicurezza degli utenti, protegge i diritti fondamentali e crea un contesto equo e aperto per le piattaforme.

Obiettivi principali

La normativa sui servizi digitali tutela i consumatori e i loro diritti fondamentali stabilendo norme chiare e proporzionate per le attività online. Promuove l’innovazione, la crescita e la competitività e facilita l’espansione delle piattaforme più piccole, delle pmi e delle startup. I ruoli degli utenti, delle piattaforme e delle autorità pubbliche sono riequilibrate in base ai valori europei, ponendo al centro i cittadini.

Gli obblighi

La normativa sui servizi digitali contiene regole per i servizi di intermediazione online, che milioni di europei utilizzano quotidianamente. Gli obblighi dei diversi operatori online corrispondono al loro ruolo, alle loro dimensioni e al loro impatto sull’ecosistema digitale.

Tutti gli intermediari online che prestano i loro servizi nel mercato unico, con sede o meno nell’Ue, dovranno rispettare le nuove norme. Le microimprese e le piccole imprese avranno obblighi proporzionati alla loro capacità e alle loro dimensioni, rimanendo nel contempo responsabili. Inoltre, anche se dovessero registrare una forte crescita, le microimprese e le piccole imprese potranno beneficiare di un’esenzione mirata da una serie di obblighi durante un periodo transitorio di 12 mesi.

Entrata in vigore

Le norme si applicano già alle piattaforme designate con oltre 45 milioni di utenti nell’Ue (il 10% della popolazione europea), vale a dire le piattaforme o i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi. Da domani, la normativa sui servizi digitali si applicherà a tutte le piattaforme.

La Commissione provvederà alla messa in atto della normativa sui servizi digitali insieme alle autorità nazionali, che vigileranno sulla conformità delle piattaforme con sede nel loro territorio. Spetta inoltre soprattutto alla Commissione monitorare e verificare il rispetto degli obblighi supplementari che si applicano alle piattaforme online e ai motori di ricerca di dimensioni molto grandi, come ad esempio le misure volte ad attenuare i rischi sistemici.

Fonte: Veronica Balocco per Corrierecomunicazioni.it

| Categoria: Innovazione, Leggi e Decreti, Sicurezza, Web, Privacy, E-Commerce, Mobile Commerce, Società, Cittadinanza digitale | Tags: Digital Services Act, servizi digitali, privacy | Visite: (390)
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